Quanto è importante pianificare la propria longevità ed il proprio benessere

Quanto è importante pianificare la propria longevità ed il proprio benessere

Obiettivo: invecchiare bene

I tempi stanno cambiando, la società sta cambiando inevitabilmente. L’aspettativa di vita, grazie alle nuove tecnologie, alla ricerca ed al progresso in campo medico si è allungata. Al 1° gennaio del 2019, gli individui residenti nel nostro Paese con 65 anni di età ed oltre, ammontavano a 13,8 milioni, pari al 22,8 per cento del totale della popolazione.

Pensare al domani con lucidità e cura è la cosa più saggia da fare per godere, un giorno, del prezioso dono della longevità.

Invecchiamento della popolazione in Italia

Già in un mio articolo dedicato al cambiamento demografico (clicca qui per leggerlo), ho trattato il tema dell’invecchiamento della popolazione italiana ed ora desidero approfondire alcuni aspetti relativi alle opportunità ed ai rischi collegati alla longevità.

Secondo le stime ISTAT, un bambino nato oggi ha una speranza di vita vicina ai 90 anni.

Questo fenomeno di progressiva longevità rappresenta un nuovo settore economico chiamato da Joseph F. Coughlin, Direttore del Massachusetts Institute of Technology AgeLab, “Longevity Economy”.

Nel 2030 un ottavo circa della popolazione mondiale avrà più di 65 anni e la ricchezza globale sarà in gran parte nelle loro mani.

La vecchiaia ha cambiato volto divenendo una nuova giovinezza, tutto ciò che pensavamo sul tempo del pensionamento è cambiato.

La silver economy italiana vale, secondo Confindustria, 200 miliardi di euro, un quinto dell’intera spesa delle famiglie e nel 2050 sarà un terzo del totale.

I senior odierni amano dedicarsi a svariate attività ricreative, mantenersi attivi e sono sempre più attenti alla comunità e al progresso tecnologico.

Molti di loro rappresentano il fulcro per le famiglie dei loro figli che si appoggiano a loro per necessità economiche e famigliari, come ad esempio l’accudimento dei nipoti.

Anche il loro modo di spendere ed investire è cambiato rivelando un’inedita necessità di Pianificazione della longevità.

I nostri genitori, parlo per chi come me è entrato negli “anta”, hanno progetti mirati all’agevolare e migliorare il loro stile di vita come investire in case più smart o in fitness preventivo che migliori il loro benessere, viaggiare e molto altro ancora.

L’invecchiamento dunque è da vedere come un’opportunità a patto che si cominci a pensare, già in giovane età, ad una corretta pianificazione del periodo post lavorativo.

Qual è l’obiettivo e l’impatto della Longevità sul piano economico e sociale?

Sino a qui, molti potrebbero pensare che vivere più a lungo abbia solo risvolti positivi, in realtà, una lunga vita, per essere felice, necessita di qualità e questo come sappiamo, talvolta dipende dal denaro e dai mezzi di cui ognuno dispone. Aumento degli anziani vuole anche dire aumento della spesa pubblica.

Il welfare, cioè il complesso di politiche pubbliche messe in atto da uno Stato per garantire l’assistenza e il benessere dei cittadini, è uno dei costi più alti per l’Italia. La spesa per prestazioni sociali nel 2017 è arrivata a 453,87 miliardi (+0,4% sul 2016; +6,18% rispetto al 2012). Sul totale della spesa pubblica (compresi gli interessi sul debito) le prestazioni sociali incidono per il 54,01%.

In un Paese con un debito che tocca quasi i 2.600 miliardi di euro, una spesa tale in questo settore non è sostenibile dato che l’INPS va avanti solo grazie a costanti investimenti dello Stato.

È necessaria pertanto una corretta pianificazione della nostra longevità.

Se dovessi immaginare il tempo della pensione come una vacanza, la pianificazione sarebbe paragonabile all’organizzazione logistica delle ferie piuttosto che allo svago che ne consegue. Entrambi gli aspetti sono fondamentali, ma suscitano emozioni diverse.

Una discussione ostica che porta benefici a lungo termine. 

La “Longevità” è un argomento difficile da discutere ed altamente necessario se si desidera il benessere come obiettivo a lungo termine.

Aprirsi a terzi, mettendo sul tavolo le proprie paure, fragilità e dover sfiorare anche solo col pensiero l’argomento “morte”, crea in tutte le persone un forte senso di ansia e disagio ed è comprensibile che molti evitino di parlarne. Il mio ruolo, nonostante in questo caso sia arduo, mi impone di “smuovere” le coscienze, allontanare le scaramanzie e dare una chiara visione al cliente di ciò che il domani potrebbe comportare.

LONGEVITÀ: ieri ed oggi a confronto. Cosa è necessario sapere? 

In passato il tempo della pensione durava in media circa 15 anni. Attualmente questo periodo aumenta di anno in anno ponendoci di fronte ad una domanda:

Siamo pronti per vivere e sfruttare al meglio gli anni di pensionamento che superano quel decennio e mezzo? 

I pensionati spendono molto per l’assistenza sanitaria, non è una sorpresa in quanto l’età avanzata impone maggiori rischi per la salute. Ciò che ci coglie di sorpresa sono i costi dell’assistenza sanitaria che aumentano con l’avanzare dell’età.

Uno studio di HealthView Insights ha rilevato che i costi sanitari mensili per una coppia di pensionati raddoppiano tra i 65 e gli 85 anni.

Alcune domande sono d’obbligo:

  • Dove vorrò vivere da pensionato?
  • Cosa vorrò fare?
  • Di quanto denaro avrò bisogno?
  • L’abitazione in cui vivo è a misura di anziano?

Quali soluzioni potremo adottare?

La risposta a queste domande è un efficace piano d’azione volto ad evitare qualsiasi imprevisto finanziario che possa mettere a rischio i risparmi del cliente.

  • Una soluzione interessante per esempio potrebbe essere quello di creare un accantonamento dei risparmi in un fondo pensione che, oltre ad avere numerosi vantaggi fiscali, garantisce una rendita vitalizia, eliminando il rischio di esaurimento del capitale.
  • Esiste la possibilità di stipulare polizze Long Term Care, che garantiscono un rimborso a vita di tutte le spese per assistenza alla persona in caso di non autosufficienza.
  • Per quanto concerne gli immobili si potrebbe valutare di venderne la nuda proprietà per garantirsi un’extra liquidità. Oppure sulla stessa linea un prestito vitalizio ipotecario.
  • Inoltre, grazie a strumenti assicurativi come le Polizze Unit Linked, si possono avere maggiori tutele sul patrimonio investito. Alcuni esempi potrebbero essere la portabilità internazionale (utile in caso di trasferimento all’estero), la possibilità di percepire una rendita vitalizia, la protezione del capitale in caso di morte e la possibilità di trasferirlo ai miei cari in esenzione da imposte di successione.
  • Viene sempre più affermandosi il Trust come strumento, alternativo al fondo patrimoniale, volto a salvaguardare i beni della famiglia o dell’impresa dalle avversità della vita. Dalla tutela dei soggetti deboli alla tutela delle situazioni di fatto quali le convivenze oppure alla pianificazione e sistemazione di interessi patrimoniali e reddituali della famiglia.

Queste sono solo alcune delle possibilità esistenti per garantirsi una longevità in sicurezza e serenità limitando rischi ed eventuali incertezze finanziarie.

Concludo questo articolo con una frase di Democrito:

 “Gli stolti desiderano essere longevi e non godono della longevità

pensare al domani con lucidità e cura è la cosa più saggia da fare per godere un giorno del prezioso dono della longevità.

Quando andremo in pensione? – Prima parte

Quando andremo in pensione? – Prima parte

“Tanto noi in pensione non andremo mai”.

Quando si parla di pensione tra giovani e meno giovani, traspare questo pessimismo. Come mai c’è tutta questa sfiducia nel nostro sistema previdenziale?

Vedremo in questo articolo quali sono i requisiti e le contribuzioni per accedere alla previdenza pubblica e quali sono i punti deboli del nostro sistema previdenziale.


pensióne s. f. [dal lat. pensio –onis, propr. «pagamento» (da fare in un giorno fissato, quindi anche «pigione, fitto»), der. di pendĕre «pagare»]. – 1. Rendita permanente o temporanea che lo stato o gli istituti di previdenza corrispondono ai lavoratori del settore pubblico o privato, oppure ai loro familiari o ad altri aventi diritto, a seguito di un pregresso periodo di servizio o di attività lavorativa, per raggiunti limiti di età, o di altri eventi come la morte o uno stato di grave menomazione fisica o psichica: Il sistema previdenziale italiano prevede la distinzione in p. di anzianità, con un minimo di 35 anni di servizio e 61 anni di età per i dipendenti e 62 per gli autonomi e in p. di vecchiaia, spettante a chi abbia raggiunto l’età anagrafica di 65 anni per gli uomini e 60 per le donne – e possa vantare un periodo minimo di 5 anni di contribuzione effettiva. Attualmente sono state abrogate le cosiddette pensioni baby, espressione con cui si definivano le pensioni di anzianità spettanti nel pubblico impiego a lavoratori anche molto giovani per i quali fossero state versate solo 20 annualità di contribuzione (15 per le donne con figli). 

Enciclopedia Treccani

Quanto riportato nella definizione Treccani è la situazione paradisiaca vissuta dagli attuali pensionati. Ma cosa ne sarà delle generazioni successive, di noi e dei nostri figli?

Sicuramente non saremo così fortunati.

Come è perché i requisiti per accedere alla pensione pubblica sono cambiati? E come mai le prestazioni hanno subito una cura dimagrante?

L’INPS eroga diverse tipologie di prestazioni pensionistiche in base alla gestione o al fondo di appartenenza degli iscritti e ai requisiti contributivi e anagrafici previsti dalla legge. Il metodo di calcolo utilizzato è soggetto ad una discontinuità contributiva, soprattutto in periodi di crisi. Mai come in questi ultimi mesi abbiamo visto una contribuzione NON continuativa ed un reddito volatile.

PENSIONE DI VECCHIAIA E ANTICIPATA

Potremo definirle come prestazioni economiche ordinarie a favore di lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) escluse le casse professionali (avvocati, notai, architetti etc.).

Per avere diritto alla pensione di vecchiaia, sia uomini che donne, devono avere 67 anni di età più almeno 20 anni di contributi. Tali requisiti sono stati confermati fino al 31 dicembre 2022 (successivamente aumenterà progressivamente se aumenta la speranza di vita).

Per avere diritto alla pensione anticipata i lavoratori, invece, devono avere il requisito contributivo di 41 anni e 10 mesi (pari a 2.175 settimane) se donne, 42 anni e 10 mesi (pari a 2.227 settimane) se uomini.

Tali requisiti sono previsti fino al 31 dicembre 2026.


“QUOTA 100”

Quota 100 è un sistema  per la pensione che permette di anticipare l’ uscita dal lavoro nel momento in cui la somma tra l’età del lavoratore e il numero di anni  di contributi previdenziali accreditati  è 100;

È destinata ai lavoratori dipendenti e autonomi (no casse professionali) che maturano, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2021, almeno 38 anni di contributi con un’età anagrafica minima di 62 anni.

Inoltre la finestra mobile, la decorrenza del pagamento della prima pensione dal raggiungimento dei requisiti, è di 3 mesi (6 mesi in caso di un notevole afflusso di domande) e di 6 mesi per i dipendenti pubblici.

Pro

  • Accesso anticipato alla pensione rispetto alla pensione di vecchiaia

Contro

  • Riduzione fino al 26%
  • Finestra mobile 3/6 mesi

“OPZIONE DONNA”

È destinata alle lavoratrici (dipendenti del settore privato, pubblico impiego e lavoratrici autonome) in possesso di contribuzione al 31 dicembre 1995 e che possiedano 58 anni (59 anni le autonome) e 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2020. La facoltà è sostanzialmente a disposizione per le lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1961 e delle autonome nate entro il 31 dicembre 1960 a condizione, per entrambe le categorie, che sia raggiunto entro il 31.12.2020 il requisito contributivo di 35 anni.

Per questa tipologia di prestazione resta in vigore la cd. finestra mobile secondo la quale l’assegno viene erogato dopo 12 mesi dalla maturazione dei predetti requisiti per le dipendenti e 18 mesi per le autonome

Le aventi diritto possono quindi andare in pensione prima, a patto di scegliere per un assegno interamente calcolato con il metodo contributivo.

Inoltre la finestra mobile, la decorrenza del pagamento della prima pensione dal raggiungimento dei requisiti, è di:

  • 12 mesi per le lavoratrici dipendenti;
  • 18 mesi per le lavoratrici autonome;

Pro

  • Accesso anticipato alla pensione rispetto alla pensione di vecchiaia

Contro

  • Ricalcolo interamente contributivo
  • Riduzione fino al 35%
  • Finestra mobile 12/18 mesi

BENEFICIO PER I LAVORATORI PRECOCI

È una prestazione erogata, a domanda, ai lavoratori che possono far valere 12 mesi di contribuzione effettiva antecedente al 19° anno di età (cosiddetti precoci) e che perfezionano, entro il 31 dicembre 2026, 41 anni di contribuzione.


Oltre a quelle sopraelencate ci sono altre prestazioni che approfondiremo in altri articoli:

PENSIONE DI CITTADINANZA 

Si tratta di una prestazione economica, erogata  su domanda, ai cittadini italiani e stranieri  residenti in Italia, di età minima 67 anni con redditi inferiori alle soglie previste annualmente dalla legge (attualmente 5.954,00 euro annui per un single e 11.908,00 euro, se il soggetto è coniugato).

Gli importi sono adeguati annualmente all’inflazione per il 2019 :

  • la pensione sociale   passa  da 373,33 euro a 377,44 euro (4.906,72 euro annui),
  • l’assegno sociale (in vigore  dal 1996) passa da 453 a 457,99 euro mensili (5.953,87 euro l’anno).

Sono previste inoltre altre  possibilità di  pensionamento anticipato e agevolazioni  per varie categorie di lavoratori: 

APE SOCIALE 

L’APe social, abbreviazione di Anticipo Pensionistico Sociale è una misura sperimentale che il governo prorogherà fino al 31 dicembre 2021 (domanda entro il 31 marzo 2021) al fine di agevolare l’uscita anticipata dal lavoro dei lavoratori.

E erogata dall’Inps ai soli soggetti che possiedono determinati requisiti:

  • Avere almeno 63 anni di età
  • Non essere titolare di pensione diretta in Italia o all’estero
  • Essere disoccupati (a seguito di un licenziamento individuale o collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale) con almeno 30 anni di contributi versati e aver lavorato negli ultimi 3 anni almeno 18 mesi
  • Essere invalidi (invalidità accertata superiore o uguale al 74%) con almeno 30 anni di contributi
  • Appartenere alla categoria dei caregivers familiari (lavoratori dipendenti o autonomi che assistono, al momento della domanda e da almeno sei mesi, i propri familiari fino al secondo grado di parentela) ed avere almeno 30 di contributi versati
  • Lavoratori gravosi: portate a 15 le attività definite “gravose”. Il requisito, in questo caso, è avere 36 anni di contributi versati

Una volta accettata la domanda, l’Inps eroga un’indennità fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia o fino al conseguimento della pensione anticipata. Una sorta di accompagnamento alla pensione, entro un tetto di 1.500 euro lordi (circa 1.200 euro netti), erogato per 12 mensilità e non rivalutabile in base all’inflazione. Il sussidio è interamente a carico dallo Stato.  

LE PENSIONI PER GLI ISCRITTI/E AL FONDO CASALINGHE

L’INPS eroga in favore degli iscritti al Fondo casalinghe la pensione di inabilità e la pensione di vecchiaia.

Le prestazioni sono rivolte alle persone di entrambi i sessi iscritte al Fondo casalinghe che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari.

L’importo è determinato secondo il sistema di calcolo contributivo.

PENSIONE DI INABILITÀ

La pensione di inabilità è una prestazione economica erogata, a domanda, in favore dei lavoratori per i quali viene accertata l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

Viene concessa in presenza di assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa a causa di infermità o difetto fisico o mentale, valutati dalla Commissione Medica Legale dell’INPS e di almeno 260 contributi settimanali (cinque anni di contribuzione e assicurazione) di cui 156 (tre anni di contribuzione e assicurazione) nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda.

…to be continued