7 comportamenti irrazionali legati al denaro e come combatterli
Dopo aver letto il titolo di questo articolo, potresti pensare che “comportamento” e “finanza” siano in contrasto tra loro. Il comportamento riguarda emozioni, personalità, psicologia, la finanza è questione di numeri, equazioni, statistiche e bilanci eppure, sono fortemente interconnessi.
Il presupposto più comune della finanza standard è che gli esseri umani siano “razionali”. Ciò significa che gli esseri umani analizzano i pro e i contro di qualsiasi situazione e quindi scelgono quella migliore per loro.
Ma la domanda fondamentale è: siamo razionali? E se siamo davvero razionali, allora perché organizziamo feste di compleanno sfarzose o ricevimenti di nozze di lusso? Perché queste decisioni, sono certamente irrazionali. Negli investimenti, sebbene la maggior parte delle decisioni si basino sulla ricerca e sulla logica, alcune decisioni sono istintive o rispecchiano l’umore del momento ed è probabile che non ci sia alcuna logica dietro certe scelte.
Cos’è la finanza comportamentale?
Con il termine finanza comportamentale si indica quella branca degli studi economici che indaga i comportamenti dei mercati finanziari includendo nei propri modelli i principi di psicologia legati al comportamento individuale e sociale.
La teoria economica comportamentale afferma che:
I mercati sono inefficienti.
Gli esseri umani sono irrazionali.
L’origine della finanza comportamentale risale agli anni ’90 quando Daniel Kahneman, insieme ad Amos Tversky, ha fornito le teorie essenziali della finanza comportamentale. I due psicologi nel 2002 ottennero il premio Nobel per l’ Economia.
Proviamo ad analizzare alcuni comportamenti irrazionali e vediamo come combatterli.
Secondo i ricercatori di finanza comportamentale, le perdite sono percepite come due volte più potenti di un guadagno equivalente. Più semplicemente, perdere 1.000 euro fa molto più male che guadagnarne altrettanti. Gli eventi negativi, infatti, si ricordano maggiormente, il che può portare a non assumere altri rischi in futuro.
Molte persone associano ancora al mercato azionario eventi segnanti come quelli della bolla delle dot-com, la grande recessione del 2008 e l’ultimo calo del 2020 dovuto alla pandemia, ma non fanno riferimento agli anni di rendimento positivo, che si verificano più spesso di quelli negativi.
Nel momento in cui scrivo, marzo 2021, i mercati finanziari sono di nuovo sopra ai massimi storici. Ecco perché gli investitori scelgono di investire.
Tuttavia, le cicatrici dei precedenti pullback dei mercati finanziari fanno sì che molti investitori siano più conservatori (ovvero avversi alla perdita) perché non vogliono che i loro investimenti perdano valore. Ciò li induce a scegliere portafogli a basso rischio – o addirittura a detenere i propri soldi sui conti correnti – correndo così il rischio di perdere potere d’acquisto a causa dell’inflazione.
▶ ︎ MODI PER COMBATTERE L’AVVERSIONE ALLA PERDITA
Comprendi la tua tolleranza al rischio compilando il questionario MiFID fornito dalla tua banca oppure utilizzando quelli presenti in rete. Molto valido quello redatto dalla Consob. Questi report forniscono dati su come posizionare il tuo portafoglio di investimenti e la tua propensione al rischio personale. Puoi quindi posizionare il tuo portafoglio in una strategia di investimento adeguata basata sui dati invece di fare affidamento sulle tue emozioni.
2) L’EFFETTO DELLA DOTAZIONE
Quello che ci appartiene vale più di oggetti identici che non ci appartengono. È evidente quando ci chiedono di stabilire a che prezzo venderemmo qualcosa e quanto pagheremmo per comprarla. Pertanto, prendiamo decisioni irrazionali per giustificare il motivo del possesso dell’oggetto o per continuare il corso di una decisione finanziaria presa in precedenza.
Daniel Kahneman ha svolto ricerche approfondite su questo effetto della dotazione e ne ha scritto nel suo libro “Pensieri lenti e veloci“:
Si tratta di un errore cognitivo molto comune, ampiamente dimostrato dagli studiosi mediante esperimenti condotti con gruppi di persone. In un esperimento ormai molto noto, a metà degli studenti di una classe furono assegnate alcune tazze con il marchio dell’università a cui appartenevano. Quelli che ricevettero la tazza dichiararono che il prezzo per cui l’avrebbero ceduta ai loro compagni era in media di 5,78 dollari. Quelli che non l’avevano ricevuta dichiararono che, in media, avrebbero pagato 2,21 dollari per acquistarla.
Negli investimenti mi è capitato di vedere persone continuare a “gettare” soldi su alcuni titoli nettamente in perdita nella speranza di poter recuperare almeno la cifra investita. Tutto ciò pur di dimostrare di aver preso la giusta decisione storica.
▶ ︎ MODI PER COMBATTERE L’EFFETTO DOTAZIONE
Immagina di ricominciare. Prenderesti di nuovo la stessa decisione finanziaria? Metteresti soldi “nuovi” in quel titolo o fondo o trasferiresti l’investimento? Questa mentalità può consentire di rimuovere l’attaccamento emotivo dei tuoi “vecchi” soldi già spesi o investiti.
3) CONTABILITÀ MENTALE
La contabilità mentale si riferisce al modo in cui il tuo cervello separa decisioni finanziarie, fonti e conti separati l’uno dall’altro. Il denaro è fungibile, il che significa che un dollaro vale un dollaro indipendentemente da dove provenga o dove sia posizionato. Eppure il nostro cervello tende a compartimentare il denaro in categorie.
Ad esempio, molte persone che ricevono bonus o guadagni inaspettati tendono a dare un valore diverso e si comportano in modo diverso riguardo al denaro. Come giustificare un nuovo acquisto costoso perché questo denaro era “extra” rispetto al normale flusso di cassa.
▶ ︎ MODI PER COMBATTERE LA CONTABILITÀ MENTALE
Un’altra strategia può essere quella di fare un passo indietro e chiedersi: “Se questo guadagno inaspettato facesse parte del mio stipendio mensile, tratterei questo denaro in modo diverso?” Questa consapevolezza può aiutarti a capire che puoi valutare il denaro allo stesso modo, indipendentemente dalla fonte, e puoi trattarlo con le stesse intenzioni rilevanti per la tua vita finanziaria.
4) PROCRASTINARE
“Tu puoi rimandare, ma il tempo non lo farà”
Benjamin Franklin
Le persone procrastinano e sperano di diventare più responsabili in seguito.
Questo li porta a non prendere sul serio il proprio domani, dando priorità a desideri e bisogni attuali a scapito di necessità future. Siamo abituati a gratificazioni immediate ma è importante pianificare e risparmiare per il futuro.
▶ ︎ MODI PER COMBATTERE LA TENDENZA A PROCRASTINARE
Immagina te nel futuro. Puoi dare un nome al tuo IO futuro e / o descrivere vividamente come stai prendendo decisioni a beneficio di questa persona.
Puoi elencare …
come trascorrerai le tue giornate in pensione.
dove vivrai.
come apparirai.
quello che ti aspetti dal tuo stile di vita in pensione.
Una volta che rendi questo TE futuro più reale nella tua mente, puoi diventare motivato a risparmiare denaro in modo che questa persona possa vivere più a suo agio.
Suggerimento: imposta trasferimenti automatici in modo da poter risparmiare per te stesso in futuro su base ricorrente.
5) OVERCONFIDENCE (Eccessiva sicurezza)
Consiste nell’essere troppo sicuri di sé e delle proprie capacità e conoscenze. Hai comprato alcuni titoli azionari che sono aumentati di valore. Inizi a pensare che stai diventando abbastanza bravo nel trading, il che ti porta a iniziare a fare acquisti più rischiosi.
Eccessivo ottimismo: spesso capita quando vediamo il bicchiere mezzo pieno e magari sopravvalutiamo la probabilità degli eventi positivi e sottovalutiamo quelli negativi. Errore di attribuzione: il classico fenomeno del “merito mio quando le cose vanno bene, colpa degli altri quando le cose vanno male”. Illusione del controllo: pensare di “controllare” o molto spesso avere la sfera di cristallo per fenomeni che per loro natura sono incontrollabili (l’andamento di un determinato titolo ad esempio).
Anche i gestori di investimenti attivi che investono per vivere non hanno la “ricetta segreta”. Secondo il rapporto Active Passive Barometer di Morningstar nel giugno 2020 , “i fondi gestiti attivamente non sono riusciti a sopravvivere e a battere i loro benchmark, soprattutto su orizzonti temporali più lunghi; solo il 24% di tutti i fondi attivi ha superato la media dei loro rivali passivi nel periodo di 10 anni terminato a giugno 2020 “.
▶ ︎ MODI PER COMBATTERE L’ECCESSIVA SICUREZZA
Immagina i potenziali risultati. Gli economisti comportamentali descrivono questo esercizio come analisi “pre-mortem”. Prima di prendere una decisione di investimento, ad esempio, immagina che sono passati molti anni e devi capire il motivo per il quale non ha soddisfatto le tue aspettative. Questo può aiutare a frenare l’eccessivo ottimismo che sorge quando qualcuno è troppo entusiasta delle proprie capacità per prendere la decisione finanziaria “giusta”.
6) BIAS DI CONFERMA
A ciascuno di noi piace essere d’accordo con le persone che sono d’accordo con noi e ciascuno di noi tende ad evitare individui o gruppi che ci fanno sentire a disagio:
Ciò può essere causato dalla tendenza ad essere eccessivamente sicuri delle proprie decisioni prese in passato. Questo porta in molti casi alla difficoltà a non accettare di aver sbagliato; dunque molti soggetti sono propensi a portare avanti un progetto sebbene sia fallimentare e rischioso.
▶ ︎ MODI PER COMBATTERE I PREGIUDIZI DI CONFERMA
Gioca a fare l’avvocato del diavolo e analizza i pro ei contro. Cosa dicono gli altri che stanno prendendo la decisione finanziaria opposta? Concentrarti sui tuoi punti di vista finanziari può metterti su un percorso lineare verso la decisione finale. Concediti alcuni potenziali sbocchi mentali per prendere una decisione diversa.
Fai un passo indietro e analizza i punti di vista e le opzioni alternative, nonché i pro e i contro di tali decisioni. Puoi quindi prendere la tua decisione originale con sicurezza o esplorare un’altra opzione.
7) COMPORTAMENTO DI GREGGE
Se tutti ne parlano, deve essere una buona cosa, giusto? Si tende a uniformare i comportamenti a quelli della massa, dimenticando le specificità del singolo. La paura di perdere emerge molte volte nei mercati finanziari. I prezzi salgono e le persone vogliono comprare prima che sia troppo tardi. Lo abbiamo visto accadere in tutte le crisi dei mercati finanziari.
Non possiamo prevenire le bolle di mercato, ma puoi esporre intenzionalmente – o evitare di esporre – il tuo rischio a una bolla futura.
▶ ︎ MODI PER COMBATTERE LA MENTALITÀ DEL GREGGE
Una volta che ti sei interessato a una tendenza di investimento nuova per la tua strategia di investimento esistente, assicurati di mantenere il giusto equilibrio con i tuoi obiettivi personali.
Ciò accade quando sento clienti che vogliono selezionare le azioni o seguire tendenze come cannabis, robot, intelligenza artificiale, auto senza conducente, criptovalute, ecc.
Queste tendenze possono rivelarsi altamente volatili e avere anche futuro imprevedibile. È difficile scegliere i futuri vincitori, ed è per questo che consiglio ai clienti di trattare questi investimenti speculativi come un hobby invece di mettere a repentaglio i risparmi dedicati a obiettivi importanti di vita.
I tempi stanno cambiando, la società sta cambiando inevitabilmente. L’aspettativa di vita, grazie alle nuove tecnologie, alla ricerca ed al progresso in campo medico si è allungata. Al 1° gennaio del 2019, gli individui residenti nel nostro Paese con 65 anni di età ed oltre, ammontavano a 13,8 milioni, pari al 22,8 per cento del totale della popolazione.
Pensare al domani con lucidità e cura è la cosa più saggia da fare per godere, un giorno, del prezioso dono della longevità.
Già in un mio articolo dedicato al cambiamento demografico (clicca qui per leggerlo), ho trattato il tema dell’invecchiamento della popolazione italiana ed ora desidero approfondire alcuni aspetti relativi alle opportunità ed ai rischi collegati alla longevità.
Secondo le stime ISTAT, un bambino nato oggi ha una speranza di vita vicina ai 90 anni.
Questo fenomeno di progressiva longevità rappresenta un nuovo settore economico chiamato da Joseph F. Coughlin, Direttore del Massachusetts Institute of Technology AgeLab, “Longevity Economy”.
Nel 2030 un ottavo circa della popolazione mondiale avrà più di 65 anni e la ricchezza globale sarà in gran parte nelle loro mani.
La vecchiaia ha cambiato volto divenendo una nuova giovinezza, tutto ciò che pensavamo sul tempo del pensionamento è cambiato.
La silver economy italiana vale, secondo Confindustria, 200 miliardi di euro, un quinto dell’intera spesa delle famiglie e nel 2050 sarà un terzo del totale.
I senior odierni amano dedicarsi a svariate attività ricreative, mantenersi attivi e sono sempre più attenti alla comunità e al progresso tecnologico.
Molti di loro rappresentano il fulcro per le famiglie dei loro figli che si appoggiano a loro per necessità economiche e famigliari, come ad esempio l’accudimento dei nipoti.
Anche il loro modo di spendere ed investire è cambiato rivelando un’inedita necessità di Pianificazione della longevità.
I nostri genitori, parlo per chi come me è entrato negli “anta”, hanno progetti mirati all’agevolare e migliorare il loro stile di vita come investire in case più smart o in fitness preventivo che migliori il loro benessere, viaggiare e molto altro ancora.
L’invecchiamento dunque è da vedere come un’opportunità a patto che si cominci a pensare, già in giovane età, ad una corretta pianificazione del periodo post lavorativo.
Qual è l’obiettivo e l’impatto della Longevità sul piano economico e sociale?
Sino a qui, molti potrebbero pensare che vivere più a lungo abbia solo risvolti positivi, in realtà, una lunga vita, per essere felice, necessita di qualità e questo come sappiamo, talvolta dipende dal denaro e dai mezzi di cui ognuno dispone. Aumento degli anziani vuole anche dire aumento della spesa pubblica.
Il welfare, cioè il complesso di politiche pubbliche messe in atto da uno Stato per garantire l’assistenza e il benessere dei cittadini, è uno dei costi più alti per l’Italia. La spesa per prestazioni sociali nel 2017 è arrivata a 453,87 miliardi (+0,4% sul 2016; +6,18% rispetto al 2012). Sul totale della spesa pubblica (compresi gli interessi sul debito) le prestazioni sociali incidono per il 54,01%.
In un Paese con un debito che tocca quasi i 2.600 miliardi di euro, una spesa tale in questo settore non è sostenibile dato che l’INPS va avanti solo grazie a costanti investimenti dello Stato.
È necessaria pertanto una corretta pianificazione della nostra longevità.
Se dovessi immaginare il tempo della pensione come una vacanza, la pianificazione sarebbe paragonabile all’organizzazione logistica delle ferie piuttosto che allo svago che ne consegue. Entrambi gli aspetti sono fondamentali, ma suscitano emozioni diverse.
Una discussione ostica che porta benefici a lungo termine.
La “Longevità” è un argomento difficile da discutere ed altamente necessario se si desidera il benessere come obiettivo a lungo termine.
Aprirsi a terzi, mettendo sul tavolo le proprie paure, fragilità e dover sfiorare anche solo col pensiero l’argomento “morte”, crea in tutte le persone un forte senso di ansia e disagio ed è comprensibile che molti evitino di parlarne. Il mio ruolo, nonostante in questo caso sia arduo, mi impone di “smuovere” le coscienze, allontanare le scaramanzie e dare una chiara visione al cliente di ciò che il domani potrebbe comportare.
LONGEVITÀ: ieri ed oggi a confronto. Cosa è necessario sapere?
In passato il tempo della pensione durava in media circa 15 anni. Attualmente questo periodo aumenta di anno in anno ponendoci di fronte ad una domanda:
Siamo pronti per vivere e sfruttare al meglio gli anni di pensionamento che superano quel decennio e mezzo?
I pensionati spendono molto per l’assistenza sanitaria, non è una sorpresa in quanto l’età avanzata impone maggiori rischi per la salute. Ciò che ci coglie di sorpresa sono i costi dell’assistenza sanitaria che aumentano con l’avanzare dell’età.
Uno studio di HealthView Insights ha rilevato che i costi sanitari mensili per una coppia di pensionati raddoppiano tra i 65 e gli 85 anni.
Alcune domande sono d’obbligo:
Dove vorrò vivere da pensionato?
Cosa vorrò fare?
Di quanto denaro avrò bisogno?
L’abitazione in cui vivo è a misura di anziano?
Quali soluzioni potremo adottare?
La risposta a queste domande è un efficace piano d’azione volto ad evitare qualsiasi imprevisto finanziario che possa mettere a rischio i risparmi del cliente.
Una soluzione interessante per esempio potrebbe essere quello di creare un accantonamento dei risparmi in un fondo pensione che, oltre ad avere numerosi vantaggi fiscali, garantisce una rendita vitalizia, eliminando il rischio di esaurimento del capitale.
Esiste la possibilità di stipulare polizze Long Term Care, che garantiscono un rimborso a vita di tutte le spese per assistenza alla persona in caso di non autosufficienza.
Per quanto concerne gli immobili si potrebbe valutare di venderne la nuda proprietà per garantirsi un’extra liquidità. Oppure sulla stessa linea un prestito vitalizioipotecario.
Inoltre, grazie a strumenti assicurativi come le Polizze Unit Linked, si possono avere maggiori tutele sul patrimonio investito. Alcuni esempi potrebbero essere la portabilità internazionale (utile in caso di trasferimento all’estero), la possibilità di percepire una rendita vitalizia, la protezione del capitale in caso di morte e la possibilità di trasferirlo ai miei cari in esenzione da imposte di successione.
Viene sempre più affermandosi il Trust come strumento, alternativo al fondo patrimoniale, volto a salvaguardare i beni della famiglia o dell’impresa dalle avversità della vita. Dalla tutela dei soggetti deboli alla tutela delle situazioni di fatto quali le convivenze oppure alla pianificazione e sistemazione di interessi patrimoniali e reddituali della famiglia.
Queste sono solo alcune delle possibilità esistenti per garantirsi una longevità in sicurezza e serenità limitando rischi ed eventuali incertezze finanziarie.
Concludo questo articolo con una frase di Democrito:
“Gli stolti desiderano essere longevi e non godono della longevità”
pensare al domani con lucidità e cura è la cosa più saggia da fare per godere un giorno del prezioso dono della longevità.
Dagli anni ’70 la popolazione italiana ha subito un più rapidoinvecchiamento rispetto ai Paesi maggiormente sviluppati e si stima che nel 2050 la quota di ultra65enni ammonterà al 35,9% della popolazione totale, con un’attesa di vita media pari a 82,5 anni (79,5 per gli uomini e 85,6 per le donne).
Quali sono le conseguenze?
Questa tabella rappresenta il bilancio demografico italiano al 01 gennaio 2020. Quel triste numero rosso in fondo alla tabella è la rappresentazione di un trend che è iniziato più di 40 anni fa. È vero, dall’unità di Italia ad oggi, la popolazione è quasi triplicata, da 26 a oltre 60 milioni di abitanti ma…
Cosa è successo però…
Nel corso di questo periodo, si è assistito ad un profondo cambiamento per quanto riguarda le caratteristiche e i comportamenti delle persone (l’allungamento della vita e la contrazione della natalità) che ha determinato un aumento considerevole del numero di anziani e la riduzione di quello dei giovani.
Come si può notare dal grafico, il tasso di natalità è in continuo calo. Si è passati da una media di 3 figli per donna ad una attuale di 1,29.
Il tasso di mortalità, invece, esclusi i periodi relativi alle guerre e pandemie, si è dimezzato (questo grazie soprattutto al progresso della scienza).
Se però fino agli anni 70 il numero dei nati superava notevolmente il numero dei deceduti, dagli inizi degli anni 80 la forbice si è invertita portando ad un invecchiamento della popolazione.
L’età mediana è salita da circa 24 anni nel 1861 a poco meno di 30 anni nel 1950, ma fino a oltre 45 anni oggi, e secondo le previsioni demografiche internazionali salirà ulteriormente nei decenni a venire.
Come è cambiata la popolazione italiana?
Italia 1950
Italia2019
Cosa c’entra la demografia per pianificare meglio il nostro futuro?
Il nostro Welfare-state, cioè l’insieme delle politiche pubbliche messe in atto da uno Stato per garantire l’assistenza e il benessere dei cittadini, è una convivenza di 3 diversi modelli di welfare nati dalla fine dell’800 nell’Europa Occidentale.
Viviamo in un sistema di Welfare State che prende:
Per il sistema previdenziale da Bismarck, cioè con un approccio che prevede una contribuzione obbligatoria per i lavoratori a fronte di una pensione futura.
Per il sistema sanitario da Beveridge, l’Italia riprende il modello universalistico di assistenza sanitaria gratuita a tutti i cittadini. Il Servizio sanitario nazionale (SSN), classificabile fra i sistemi sanitari di tipo universalista finanziato tramite la fiscalità.
Per quanto riguarda, invece, il tema dell’assistenza al disabile o all’anziano l’Italia fa ancora moltissimo riferimento sull’assidua presenza e supporto della famiglia e, nello specifico, della donna che è allo stesso tempo compagna, madre, moglie e figlia e spesso viene designata come soggetto unico della cura del familiare fragile.
È quindi è proprio il cambiamento demografico che rende questo sistema fragile.
Meno giovani = meno lavoratori, meno lavoratori = meno contributi
Più anziani = più pensioni da pagare e più assistenza da erogare.
La coperta è TROPPO CORTA, il nostro sistema assistenziale e previdenziale negli ultimi anni ha avuto un conto economico negativo (-6/7 mld di euro nell’ultimo anno) e addirittura nell’ultimo anno ha attinto dalle entrate fiscali 100 mld di euro.
Analizziamo il rapporto debito/Pil
È evidente da questo grafico come il raddoppio delle entrate fiscali in percentuale di Pil nell’arco di quarant’anni è stato insufficiente a far fronte alla spesa pubblica. Questo vale anche nel periodo più “virtuoso” degli anni in esame (dal 1995 al 2007). In generale, quindi, il debito pubblico è cresciuto nel tempo nonostante l’aumento delle tasse.
In conclusione, siamo però un paese con una ricchezza delle famiglie tra attività reali, finanziarie e d’impresa vicina ai 10 mila miliardi di euro.
Siamo tutti d’accordo che è importante una corretta pianificazione per tutelare la ricchezza attuale e quella futura?
Conclusioni
È aumentato il numero di anziani e diminuito il numero di giovani
Meno lavoratori meno contributi. Meno contributi meno entrate per la spesa pubblica
Ricchezza delle famiglie italiane tra le più alte al mondo
Necessità di tutela di questo patrimonio per supportare le generazioni future