“Tanto noi in pensione non andremo mai”.
Quando si parla di pensione tra giovani e meno giovani, traspare questo pessimismo. Come mai c’è tutta questa sfiducia nel nostro sistema previdenziale?
Vedremo in questo articolo quali sono i requisiti e le contribuzioni per accedere alla previdenza pubblica e quali sono i punti deboli del nostro sistema previdenziale.
pensióne s. f. [dal lat. pensio –onis, propr. «pagamento» (da fare in un giorno fissato, quindi anche «pigione, fitto»), der. di pendĕre «pagare»]. – 1. Rendita permanente o temporanea che lo stato o gli istituti di previdenza corrispondono ai lavoratori del settore pubblico o privato, oppure ai loro familiari o ad altri aventi diritto, a seguito di un pregresso periodo di servizio o di attività lavorativa, per raggiunti limiti di età, o di altri eventi come la morte o uno stato di grave menomazione fisica o psichica: Il sistema previdenziale italiano prevede la distinzione in p. di anzianità, con un minimo di 35 anni di servizio e 61 anni di età per i dipendenti e 62 per gli autonomi e in p. di vecchiaia, spettante a chi abbia raggiunto l’età anagrafica di 65 anni per gli uomini e 60 per le donne – e possa vantare un periodo minimo di 5 anni di contribuzione effettiva. Attualmente sono state abrogate le cosiddette pensioni baby, espressione con cui si definivano le pensioni di anzianità spettanti nel pubblico impiego a lavoratori anche molto giovani per i quali fossero state versate solo 20 annualità di contribuzione (15 per le donne con figli).
Enciclopedia Treccani
Quanto riportato nella definizione Treccani è la situazione paradisiaca vissuta dagli attuali pensionati. Ma cosa ne sarà delle generazioni successive, di noi e dei nostri figli?
Sicuramente non saremo così fortunati.
Come è perché i requisiti per accedere alla pensione pubblica sono cambiati? E come mai le prestazioni hanno subito una cura dimagrante?
L’INPS eroga diverse tipologie di prestazioni pensionistiche in base alla gestione o al fondo di appartenenza degli iscritti e ai requisiti contributivi e anagrafici previsti dalla legge. Il metodo di calcolo utilizzato è soggetto ad una discontinuità contributiva, soprattutto in periodi di crisi. Mai come in questi ultimi mesi abbiamo visto una contribuzione NON continuativa ed un reddito volatile.
PENSIONE DI VECCHIAIA E ANTICIPATA
Potremo definirle come prestazioni economiche ordinarie a favore di lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) escluse le casse professionali (avvocati, notai, architetti etc.).
Per avere diritto alla pensione di vecchiaia, sia uomini che donne, devono avere 67 anni di età più almeno 20 anni di contributi. Tali requisiti sono stati confermati fino al 31 dicembre 2022 (successivamente aumenterà progressivamente se aumenta la speranza di vita).
Per avere diritto alla pensione anticipata i lavoratori, invece, devono avere il requisito contributivo di 41 anni e 10 mesi (pari a 2.175 settimane) se donne, 42 anni e 10 mesi (pari a 2.227 settimane) se uomini.
Tali requisiti sono previsti fino al 31 dicembre 2026.
“QUOTA 100”
Quota 100 è un sistema per la pensione che permette di anticipare l’ uscita dal lavoro nel momento in cui la somma tra l’età del lavoratore e il numero di anni di contributi previdenziali accreditati è 100;
È destinata ai lavoratori dipendenti e autonomi (no casse professionali) che maturano, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2021, almeno 38 anni di contributi con un’età anagrafica minima di 62 anni.
Inoltre la finestra mobile, la decorrenza del pagamento della prima pensione dal raggiungimento dei requisiti, è di 3 mesi (6 mesi in caso di un notevole afflusso di domande) e di 6 mesi per i dipendenti pubblici.
Pro
- Accesso anticipato alla pensione rispetto alla pensione di vecchiaia
Contro
- Riduzione fino al 26%
- Finestra mobile 3/6 mesi
“OPZIONE DONNA”
È destinata alle lavoratrici (dipendenti del settore privato, pubblico impiego e lavoratrici autonome) in possesso di contribuzione al 31 dicembre 1995 e che possiedano 58 anni (59 anni le autonome) e 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2020. La facoltà è sostanzialmente a disposizione per le lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1961 e delle autonome nate entro il 31 dicembre 1960 a condizione, per entrambe le categorie, che sia raggiunto entro il 31.12.2020 il requisito contributivo di 35 anni.
Per questa tipologia di prestazione resta in vigore la cd. finestra mobile secondo la quale l’assegno viene erogato dopo 12 mesi dalla maturazione dei predetti requisiti per le dipendenti e 18 mesi per le autonome
Le aventi diritto possono quindi andare in pensione prima, a patto di scegliere per un assegno interamente calcolato con il metodo contributivo.
Inoltre la finestra mobile, la decorrenza del pagamento della prima pensione dal raggiungimento dei requisiti, è di:
- 12 mesi per le lavoratrici dipendenti;
- 18 mesi per le lavoratrici autonome;
Pro
- Accesso anticipato alla pensione rispetto alla pensione di vecchiaia
Contro
- Ricalcolo interamente contributivo
- Riduzione fino al 35%
- Finestra mobile 12/18 mesi
BENEFICIO PER I LAVORATORI PRECOCI
È una prestazione erogata, a domanda, ai lavoratori che possono far valere 12 mesi di contribuzione effettiva antecedente al 19° anno di età (cosiddetti precoci) e che perfezionano, entro il 31 dicembre 2026, 41 anni di contribuzione.
Oltre a quelle sopraelencate ci sono altre prestazioni che approfondiremo in altri articoli:
PENSIONE DI CITTADINANZA
Si tratta di una prestazione economica, erogata su domanda, ai cittadini italiani e stranieri residenti in Italia, di età minima 67 anni con redditi inferiori alle soglie previste annualmente dalla legge (attualmente 5.954,00 euro annui per un single e 11.908,00 euro, se il soggetto è coniugato).
Gli importi sono adeguati annualmente all’inflazione per il 2019 :
- la pensione sociale passa da 373,33 euro a 377,44 euro (4.906,72 euro annui),
- l’assegno sociale (in vigore dal 1996) passa da 453 a 457,99 euro mensili (5.953,87 euro l’anno).
Sono previste inoltre altre possibilità di pensionamento anticipato e agevolazioni per varie categorie di lavoratori:
APE SOCIALE
L’APe social, abbreviazione di Anticipo Pensionistico Sociale è una misura sperimentale che il governo prorogherà fino al 31 dicembre 2021 (domanda entro il 31 marzo 2021) al fine di agevolare l’uscita anticipata dal lavoro dei lavoratori.
E erogata dall’Inps ai soli soggetti che possiedono determinati requisiti:
- Avere almeno 63 anni di età
- Non essere titolare di pensione diretta in Italia o all’estero
- Essere disoccupati (a seguito di un licenziamento individuale o collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale) con almeno 30 anni di contributi versati e aver lavorato negli ultimi 3 anni almeno 18 mesi
- Essere invalidi (invalidità accertata superiore o uguale al 74%) con almeno 30 anni di contributi
- Appartenere alla categoria dei caregivers familiari (lavoratori dipendenti o autonomi che assistono, al momento della domanda e da almeno sei mesi, i propri familiari fino al secondo grado di parentela) ed avere almeno 30 di contributi versati
- Lavoratori gravosi: portate a 15 le attività definite “gravose”. Il requisito, in questo caso, è avere 36 anni di contributi versati
Una volta accettata la domanda, l’Inps eroga un’indennità fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia o fino al conseguimento della pensione anticipata. Una sorta di accompagnamento alla pensione, entro un tetto di 1.500 euro lordi (circa 1.200 euro netti), erogato per 12 mensilità e non rivalutabile in base all’inflazione. Il sussidio è interamente a carico dallo Stato.
LE PENSIONI PER GLI ISCRITTI/E AL FONDO CASALINGHE
L’INPS eroga in favore degli iscritti al Fondo casalinghe la pensione di inabilità e la pensione di vecchiaia.
Le prestazioni sono rivolte alle persone di entrambi i sessi iscritte al Fondo casalinghe che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari.
L’importo è determinato secondo il sistema di calcolo contributivo.
PENSIONE DI INABILITÀ
La pensione di inabilità è una prestazione economica erogata, a domanda, in favore dei lavoratori per i quali viene accertata l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.
Viene concessa in presenza di assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa a causa di infermità o difetto fisico o mentale, valutati dalla Commissione Medica Legale dell’INPS e di almeno 260 contributi settimanali (cinque anni di contribuzione e assicurazione) di cui 156 (tre anni di contribuzione e assicurazione) nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda.
